Scuola di Musica Santa Cecilia
GIORNATA ACCADEMICA
– Certificazione del termine degli studi
– Consegna delle certificazioni di fine livello
Aurora Notaro, flauto
Olivia Bigai, arpa
Bernard Andrès (1941)
da Algues, 7 pezzi per flauto e arpa
nn. 1, 2, 3, 6
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Anna Zordan, violino
Tamara Bonotto, arpa
Peter Eben (1929 – 2007)
Konzertantes Duettini per violino e arpa op. 28
Marcel Tournier (1879 – 1951)
Deux Preludes Romantiques per violino e arpa op. 17
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CRISTIAN ZOCCOLAN
Stelle danzanti
Sinfonia per orchestra
Prima esecuzione assoluta
Orchestra Urlicht
Filippo Dante, direttore
“Man muss noch Chaos in sich haben,
um einen tanzenden Stern gebären zu können”
“Bisogna avere un caos dentro di sé
per partorire una stella danzante”
Also sprach Zarathustra, Friedrich Nietzsche
Solo dal Chaos in sé stessi, secondo Friedrich Nietzsche, può nascere una stella danzante (tanzenden Stern): con spirito affine, si articola “Stelle Danzanti”, sinfonia per orchestra di piccole-medie dimensioni.
Allo stesso modo, da informi aggregati sonori (in cui il timbro primeggia per importanza) nasce e si sviluppa un’architettura sonora in continua espansione e contrazione, in cui è il contrappunto a organizzare la forma generale della composizione. Contrappunto, però, in senso moderno e rinnovato: tutti le tecniche imitative (combinazioni di canoni regolari, doppi, inversi e a intervalli differenti) e altre, sempre antiche (ostinati, cantus firmi, melodie spezzate, antifonie e diverse forme di variazione), sono riviste in maniera personale, in un contesto pandiatonico (ossia costruito sui suoni naturali, senza una vera tonalità dichiarata).
L’orchestrazione mira a sottolineare il dialogo tra le due sezioni principali, ossia gli archi e i fiati. A mediarne l’interazione sono le percussioni che, attraverso il ritmo e il timbro, esaltano e arricchiscono il contenuto musicale.
Questo alternarsi e mescolarsi di tecniche antiche e moderne è il cuore pulsante di questo brano, in cui il chaos dei clusters ed effetti timbrici si scontra con l’austero kosmos della polifonia organizzata, ricercando sempre soluzioni nuove, che però non rifiutano il riferimento al passato musicale.
Ma il testo nietzscheiano non ne è la principale ispirazione: è l’esigenza creativa in sé stessa, cui si riferiva il filosofo, a suggestionarmi. Essa può innalzare l’autore, tanto quanto il fruitore o l’esecutore, verso luoghi del pensiero e dell’animo che si possono solo conoscere attraverso l’effetto catartico della musica.
Bastava questo sguardo,
sopra gli spettri di seta nera,
sopra gli aspri gelsi
e le ore ruvide tra i mesi.
Sopra di me: voi, Stelle,
mi dissetate per l’eternità delle aurore.
Cristian Zoccolan
Cristian Zoccolan, compositore
Classe 2003, ha iniziato lo studio dell’oboe all’età di 10 anni con Serena Gani, presso la Banda Musicale di Vado; ha frequentato il Liceo Musicale “XXV Aprile” di Portogruaro, ottenendo il massimo dei voti e la lode. Nel 2025 consegue la laurea triennale in oboe col massimo dei voti e la lode presso il Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia, sotto la guida di Alessandro Baccini. Suona o ha suonato in diverse orchestre del territorio, nel ruolo di primo oboe, quali “Orchestra a Fiati di Portogruaro”, “Orchestra dei Licei Musicali del Veneto” e “Orchestra Giovanile Filarmonici Friulani”. Suona regolarmente in ensemble da camera di fiati, tra cui principalmente il “Quintetto Marzemino”, che recentemente si è esibito in molti concerti e rassegne concertistiche. Ha vinto premi in concorsi internazionali nelle sezioni “solista” e “musica da camera”.
Ha cominciato lo studio dell’armonia e composizione a 16 anni con Battista Pradal presso la Fondazione Musicale “Santa Cecilia” di Portogruaro.
Attualmente frequenta il corso di laurea di 2° livello in oboe presso il Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia.

