Teatro Russolo: dall’inaugurazione ad oggi

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Storia del Teatro

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I primi documenti riguardanti l’attività teatrale nella città di Portogruaro risalgono ai primi decenni Seicento. Allora gli spettacoli si tenevano nel palazzo del podestà, detto anche palazzo pretorio. Si trattava, con ogni probabilità, di rappresentazioni sporadiche effettuate in occasione del Carnevale, come era abitudine nella città di Venezia, cui i cittadini di Portogruaro cercavano di ispirarsi e il cui modello di vita e di costume era ricalcato il più possibile.

Agli inizi del Settecento un documento getta uno sprazzo di luce sull’attività culturale a Portogruaro: ci sono «giovani cittadini di questa città che rappresentano serie opere che saranno anche di divertimento e sollievo di tutti questi cittadini et abitanti, e decoro pure della medesima città» . Verso la metà di quel secolo nel palazzo pretorio si tenevano regolarmente rappresentazioni teatrali durante il Carnevale, e talvolta anche in autunno. Era stato eretto un palcoscenico, ed erano state collocate le poltrone per gli spettatori, che pagavano un regolare biglietto.
Alcuni screzi fra nobili, per futili motivi, indussero l’allora podestà Pietro Marco Zorzi, all’inizio del 1787, a revocare il permesso di tenere spettacoli teatrali nel palazzo pretorio. Sorse così l’idea di erigere un vero e proprio teatro che potesse soddisfare i bisogni culturali dei cittadini di Portogruaro ed essere luogo di accoglienza di diverse discipline. A marzo dello stesso anno fu stipulato il contratto di compravendita del terreno su cui sarebbe stato costruito il nuovo edificio, che prevedeva tre ordini di palchi oltre al piano terra. La realizzazione del nuovo edificio fu possibile grazie al contributo di vari soci a cui furono venduti i palchi, tra questi figurava anche il Comune di Portogruaro. Il  2 febbraio 1789 fu inaugurato il Teatro Sociale, così chiamato perché di proprietà dei soci, ma allora battezzato col nome di Teatro Accademico, con la rappresentazione de La tragedia urbana di Beverly, un dramma che in quel tempo godeva del favore universale. Quella sera un pubblico numerosissimo ed entusiasta accorse ad applaudire gli attori, che erano dei dilettanti appartenenti alla nobiltà cittadina, la quale vantava una già secolare tradizione filodrammatica, frutto di un patrimonio culturale ereditato da Venezia e costantemente difeso e sviluppato.

Intanto, nel 1838, nasceva a Portogruaro l’Istituto Filarmonico Santa Cecilia, attivo fino al 1995 con il nome di Istituto Musicale Santa Cecilia, cui è subentrata la Fondazione che ne perpetua il nome.
La stampa locale di fine Ottocento testimonia una vitalità culturale di prim’ordine, di cui il Teatro Sociale costituiva il fulcro, con rappresentazioni teatrali, balli, conferenze, concerti, opere liriche con tanto di orchestra e coro, cui il pubblico accorreva numeroso non solo da Portogruaro, ma anche da località del Veneto e del Friuli. Questa attività culturale di alto profilo continuò fino al secondo dopoguerra, essendo stato nel frattempo, negli anni 1913-14, il Teatro Sociale restaurato e ampliato su progetto dell’ing. Piero Bon. Era l’opera lirica ad andare per la maggiore.

Nel 1957 con lo sviluppo del cinematografo l’edificio conobbe la sorte di molti altri teatri storici e fu radicalmente rimaneggiato e ridotto a cinema, perdendo così la sua caratteristica struttura di teatro all’italiana. In maniera sporadica si continuava ad effettuare qualche rappresentazione, finché nel 1980 il Comune di Portogruaro decise di fare un salto di qualità iniziando, di fatto, una nuova tradizione: quella della stagione di prosa invernale alla quale si affiancò in seguito la rassegna estiva del Teatro in Villa.

Andava facendosi sempre più avvertita la necessità di un teatro vero e proprio, che potesse servire alle molteplici esigenze dei una città come Portogruaro. Fu così che nel 2002 il Comune acquistò dalla Diocesi di Concordia-Pordenone l’immobile denominato “Silvio Pellico”, attivando tutte le procedure per la sua ristrutturazione. Il fabbricato esisteva già dal 1904, negli anni Venti fu adattato a teatrino per poi essere anch’esso ristrutturato e trasformato in cinematografo negli anni Cinquanta. I lavori di trasformazione dell’immobile si sono svolti tra il 2007 e il 2009, si sono concretizzati nella ristrutturazione del nucleo originario con l’aggiunta di un volume realizzato ex novo, affinché grazie alle sue caratteristiche funzionali e tecniche, il rinnovato teatro potesse ospitare qualunque tipo di spettacolo, dal concerto al balletto, dalla prosa alla lirica, fino alla conferenza.

 

Il Teatro Comunale Luigi Russolo fu inaugurato il 14 maggio 2009: da allora il suo palcoscenico è stato calcato da attori, ballerini, cantanti e musicisti ospitati nell’ambito delle stagioni teatrali e dell’attività concertistica gestita dalla Fondazione Musicale Santa Cecilia, e continua ad arricchire il bagaglio culturale dei cittadini portogruaresi e non solo, con una offerta sempre attenta alle esigenze del pubblico, dai bambini agli adulti. Dalla sua inaugurazione ospita di frequente eventi di vario genere organizzati da scuole, associazioni, aziende private, affermandosi sempre più come punto di riferimento per l’intera comunità.

Luigi Russolo

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Il nuovo teatro porta il nome di Luigi Russolo, pittore e musicista futurista a cui Portogruaro diede i natali. Nato il 30 aprile 1885, abitava al piano terra del Palazzo Venanzio (ex tribunale e attuale sede della Biblioteca Civica “Nicolò Bettoni”), quasi di fronte al Seminario (attuale Istituto Vescovile “Guglielmo Marconi”), dove iniziò i suoi studi. Affascinato fin da piccolo dalla pittura, dalla musica e dalla fisica, nel 1899 lasciò Portogruaro per raggiungere la sua famiglia a Milano e approfondire gli studi musicali.  Qui, oltre allo studio del violino, del pianoforte e dell’armonia, si avvicinò al disegno e alla pittura, entrando presto in contatto con i pittori Boccioni e Carrà e condividendo con loro l’intento di creare per la pittura qualcosa di analogo a quello che Marinetti stava facendo per la poesia col Movimento Futurista. Nel 1910 firmò con Boccioni e Carrà il Manifesto dei pittori futuristi. All’interno del Movimento Futurista, Russolo fece maturare anche il suo interesse per la musica, scrivendo nel 1913 un manifesto sull’arte dei rumori. In questo ambito progettò e costruì gli “intonarumori”, strumenti musicali del tutto nuovi, che intonavano e regolavano armonicamente e ritmicamente i rumori. Gli intonarumori furono protagonisti di concerti che lo portarono a Milano, a Londra, a Parigi. Con la sua arte dei rumori, Russolo è considerato un precursore della musica elettronica e un punto di contatto con il mondo del rock e della musica sperimentale.

Dopo la Prima Guerra Mondiale, a cui partecipò tornando mutilato, visse a Parigi e poi rientrò in Italia. Morì a Cerro Laveno nel 1947.

La città di Portogruaro lo ha ricordato più volte nel corso dei decenni, con retrospettive ed eventi di vario genere: nel mese di ottobre 2007, venne organizzata una rassegna sotto la prestigiosa direziona artistica del M° Daniele Lombardi intitolata “W RUSSOLO – Astrazioni materializzate del suono. Nel 2009 il nuovo teatro, prezioso luogo di espressione artistica, di aggregazione, di fruizione di spettacoli e manifestazioni culturali, venne intitolato Luigi Russolo.

Lo staff del Teatro Russolo

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Eliana Gruarin

Eliana Gruarin

Segreteria organizzativa Teatro Russolo e progetti per le scuole

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