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TRASFIGURAZIONI CELESTI

38° Festival Internazionale di Musica di Portogruaro
22 agosto – 17 settembre 2020

Inizialmente sarebbe dovuto essere la prosecuzione del percorso tracciato lo scorso anno, quello del Romanticismo che sprigionava attorno alla figura di Robert Schumann. L’intenzione era quella di incamminarsi sulla via della maturità del movimento artistico che più ha caratterizzato l’’800, prendendo le mosse dalle opere tarde dei Brahms, Liszt, Wagner, già protagonisti del Festival 2019 per inoltrarsi fino ai loro epigoni, gli Hindemith, gli Strauss (Richard, ma anche i noti valzeristi), i Mahler, passando immancabilmente per la seconda scuola di Vienna. Donde il titolo di questa 38^ edizione che trae evidente spunto da due capisaldi della letteratura musicale che avremmo voluto proporre all’affezionato pubblico: il capolavoro schoenbergiano (l’op. 4, Verklärte Nacht / Notte trasfigurata) e gli aneliti verso l’infinito celestiale e la seconda sinfonia di Mahler “Resurrezione”. Le limitazioni imposte dalla pandemia ci hanno imposto di portare a compimento il progetto. Il repertorio più direttamente collegato con le Trasfigurazioni Celesti è rinviato al prossimo anno. Resta comunque molto, non meno attraente e stimolante, scaturito dalla impagabile generosità dei musicisti che hanno comunque voluto confermare la loro collaborazione con il Festival di Portogruaro in un momento difficile come il presente.

Restano tante musiche rappresentative del clima che regnava a Vienna alla fine del XIX secolo. Le nuove tendenze, il superamento dell’estetica che aveva dominato i decenni precedenti, i primi segnali delle avanguardie, la frenesia di “andare oltre”, di procedere verso l’inaudito. E così i nomi di quest’anno saranno, oltre i già citati, Zemlinsky, che di Schönberg (allora si scriveva così), che nel frattempo dava vita alla sua Scuola, fu amico e collega; Castlenuovo Tedesco che, partendo da tutt’altre esperienze e in fuga dall’Italia delle leggi razziali, incontrerà Schoenberg (senza l’umlaut, ricordo di un passato tedesco vituperato) a Hollywood, entrambi esuli e entrambi dediti alla costruzione di colonne sonore, i cui canoni semantici erano stati codificati da Korngold, anch’egli fuggito dall’Austria dopo l’avvento del Nazionalsocialismo; Pfitzner, potente e profondo nel suo antimodernismo; Reger, grandioso, luminoso, capostipite di una nuova scuola tedesca i cui frutti sono stati tristemente recisi dall’orrore dei campi di sterminio.

Non mancherà poi Beethoven di cui ricorre il 250° della nascita, ambientato al centro della cosiddetta “Prima scuola di Vienna” e del contesto culturale della sua epoca.

I concerti si terranno presso il teatro Russolo, a ranghi ridotti, così come nei palazzi, nelle ville, nelle chiese e nelle piazze della città e dei dintorni, ovunque sia possibile. La Fondazione Santa Cecilia reagisce così alle sfide della crisi sanitaria e alle sue conseguenze sociali ed economiche, tenendo fede alla propria missione statutaria, tenacemente impegnata nella più ampia attività di diffusione della cultura musicale, con la speranza di offrire un valido contributo alla più complessiva voglia di “ripartire” di Portogruaro e dal suo territorio.

Un ringraziamento doveroso a tutti i collaboratori che con professionalità e dedizione rendono possibile tutto ciò, particolarmente in quest’anno denso di difficoltà, così come ai Soci della Fondazione, agli Sponsor e ai sempre numerosi sostenitori.

 

Paolo Pellarin

Presidente Fondazione Musicale Santa Cecilia

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